Auto classica e condizionatore d’aria

Vittorio Falzoni GalleraniAuto storiche, Piccola manutenzione, Vivere con la storicaLeave a Comment

 

Non si sa per quanto ancora la ‘storicità’ di un veicolo verrà riconosciuta al compimento del ventesimo anno d’età, a prescindere dai decaduti vantaggi fiscali; in ogni caso, ormai, anche pensando che il limite possa essere elevato a trenta anni, accade spesso che l’auto che vi ha fatto innamorare abbia il condizionatore d’aria o, addirittura il climatizzatore.

Per chi non lo sapesse, credo pochi, la differenza tra i due è che il secondo, normalmente a controllo elettronico, de umidifica l’aria anche in fase di riscaldamento dell’abitacolo.

Ed eccoci al punto: secondo la mia esperienza, la condivisione della quale è l’unico scopo di questi miei scritti, è che ci si può trovare di fronte, per sommi capi, a due situazioni lapalissiane; e cioè: il clima (chiamiamolo così per brevità, tanto ci si intende) funziona o non funziona.

Per concludere che funziona, e ci dispiace per il venditore, occorre che lo faccia per un periodo abbastanza prolungato, almeno un quarto d’ora, e che la temperatura alle bocchette sia attorno ai

7/8 ° non di più. In questo caso, si può stare abbastanza tranquilli che l’impianto è efficiente e quindi, se attentamente curato, può continuare a funzionare ancora a lungo; le cure da prestare sono poche ma imprescindibili e da prestare ad intervalli piuttosto ravvicinati: verificare, con l’apposito liquido di contrasto che non vi siano perdite neanche minime lungo tutto il circuito almeno una volta all’anno ed azionare l’impianto almeno per una decina di minuti una (meglio due) volta al mese al fine di mantenere il tutto ben lubrificato ed a tenuta stagna.

Operazioni ancora più necessarie se dentro i tubi scorre ancora il vecchio gas Freon F12, messo oggi fuori legge e quindi una volta volatilizzatosi si è ‘a piedi’.

Il fatto che il Freon F12 sia finito fuori legge, ha spinto molti operatori a proporre il cambio del gas refrigerante con il consentito R134 attraverso una laboriosa (e costosa) operazione di ‘lavaggio’ dell’impianto; personalmente ho sperimentato questa ipotesi su una Porsche Carrera 3.2 dotata del condizionatore originale fornito dalla Casa e ne ho patito le conseguenze sul mio sistema nervoso e nel mio portafoglio.

Le operazioni svolte si sono infatti rivelate del tutto inefficaci in quanto il vecchio impianto non riusciva a trattenere il nuovo gas nonostante tutti i tentativi espletati. Questa la mia esperienza, ma, non pretendendo essa abbia validità assoluta, consiglio anche di visionare un qualsiasi forum sull’argomento (per chi mastica di inglese è illuminante quello sul sito della Pelican Parts), per rendersi conto della difficoltà di ottenere risultati soddisfacenti in questo modo.

Un approfondimento che consiglio prima di gettare dei soldi nella speranza di viaggiare con la propria classica come su un’auto moderna: poco meno di un mito tenendo conto che, anche qualora si riuscisse a costringere il nuovo gas nei vecchi tubi, l’efficacia dell’impianto, già obsoleto di suo, verrebbe ulteriormente diminuita dall’intrinseco minore potere refrigerante dell’R134 rispetto all’F12.

E arrivo, quindi, alla seconda ipotesi lapalissiana: il clima non funziona; inevitabilmente i venditori vi diranno che è ‘solamente scarico’ e sicuramente è così, quello che non è invece affatto vero, come ho cercato di far capire più sopra, è che ‘basta ricaricarlo’.Ve lo garantisco, non è così mai; il consiglio è, quindi, di trattare l’acquisto dell’auto come se il clima non ci fosse.

Vi è, invece, una possibilità estremamente interessante, ma è rivolta in particolar modo alle vetture più datate che hanno plance libere sotto il bordo inferiore; esempio tipico la Rolls-Royce Silver Cloud (ma ve ne sono decine), sulle quali è possibile far montare con profitto i kit odierni con compressori di minimo ingombro ed evaporatori convenientemente dimensionati per il montaggio sotto plancia centrale in una posizione che non comporterà esposizioni dirette degli occupanti alla lama di aria fredda, quella sì, forzatamente emessa da una unica fonte e non così piacevolmente diffusa come sulle auto più recenti.

In ogni caso, in conclusione, il mio suggerimento è di cercare un’esemplare senza clima del modello desiderato: si risparmia peso (dai 40 ai 50 kg), si guadagna spazio nel vano motore e, se si tenta di averlo funzionante, un numero incalcolabile di arrabbiature; lo ripeto: la verità è che viaggiare avvolti nel fresco come sulle auto moderne, su di una classica, è un’utopia (Rolls-Royce compresa).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *