ALFA ROMEO GTV e Spider “916”

Vittorio Falzoni GalleraniGuide all'acquisto3 Comments

ALFA ROMEO GTV e Spider “916”

Potrebbe apparire impossibile che dalla Fiat Tipo (edizione 1988) possano scaturire automobili di questa bellezza: è una fiaba che fa impallidire quella del brutto anatroccolo e che ci insegna ancora una volta che, quando si fanno le cose per bene, i migliori risultati sono a portata di mano.
Quando in Alfa Romeo si comincia a pensare di proporre al pubblico una nuova serie di sportive, siamo all’inizio del 1992: è il periodo in cui vede la luce la 155, la vettura che si riesce a fare in quel momento ad Arese per sostituire la 75 (l’ultima berlina media concepita con gli storici e “sacri” criteri del Biscione) rispettando gli stretti vincoli imposti da mamma Fiat.
Non uno dei modelli di maggior successo dell’Alfa Romeo, essenzialmente perché bruttina, la 155 è comunque un’ottima auto che abbina lo spazioso telaio della Fiat Tipo con motori ancora di propria esclusiva produzione (tranne le unità a gasolio); il suo peggior difetto per gli “Alfisti” (e anche per me) è la trazione anteriore: un portato che la buona e fida 75 consentiva di evitare.
Questo delle ruote anteriori motrici, nel caso delle 916 (numero di progetto ormai entrato nel gergo degli appassionati) di cui mi occupo in queste pagine, diventa, a mio parere, l’unico difetto; non penso neanche per un attimo di accodarmi ai tanti che ne hanno lamentato la scarsa spaziosità: si tratta di una macchina sportiva di primo livello e quindi che ci si stia comodi in due con i bagagli per una breve vacanza è quanto basta: nessuna Porsche è mai stata biasimata per questo stato di cose e non mi si venga a dire che una 944 oppure una delle prime Boxster debbano essere prese maggiormente sul serio di queste Alfa Romeo.
La linea, poi, è magnifica: il non abbastanza conosciuto Enrico Fumia (sue anche l’Alfa Romeo 164, la Lancia Y prima serie, quella proporzionata, e gli interni della Maserati GT 3200: bastano?) crea un disegno molto personale e bellissimo sia per la versione aperta sia chiusa; molto opportunamente non trascura di ispirarsi al suo prototipo ‘Quartz’ su base Audi ‘Quattro’ del 1981, perché portatore di alcuni spunti oltremodo interessanti come i piccoli faretti anteriori (in realtà un unico faro polielissoidale di forma ellittica visibile solo attraverso due fori sul cofano) e la scalfatura sulle fiancate che, sulle Alfa Romeo assume un andamento inclinato estremamente personalizzante.
Una ricerca stilistica d’eccezione che non ha trascurato gli abitacoli veramente molto accoglienti, con una curiosa strumentazione sormontata da un “berrettino” molto piacevole a vedersi e bei sedili anatomici, comodissimi e spesso rivestiti in pelle; lo spazio retrostante è bene riservarlo ai bagagli anche se un bambino in età prescolare può essere ospitato confortevolmente ed in piena sicurezza.
Abbiamo detto della bellezza che elimina uno dei difetti della 155; proseguiamo con il retrotreno, qui a bracci multipli al posto degli economici bracci interconnessi della già stabilissima berlina, che consente un notevole salto di qualità nella maneggevolezza; aggiungiamo infine la particolare cura nelle rifiniture che la forza lavoro, di Arese prima e della Pininfarina poi, dedica a queste vetture (assolutamente imparagonabile alle normali economie di casa Fiat) ed abbiamo il quadro completo di un prodotto praticamente senza difetti congeniti (a parte uno).
Per la verità anche i motori non sono tutti pienamente all’altezza della situazione; con i quattro cilindri (per quanto tra i più raffinati al mondo con testata a sedici valvole, doppia accensione, variatore di fase e contralberi di equilibratura) diciamo che ci si può accontentare ma niente di più: l’auto non è pesantissima come la successiva Brera (circa 250 kg in meno) e le prestazioni sono dignitose; ma è la vettura stessa a chiedere di meglio e quindi il consiglio è di andare per i sei cilindri visto che anche il “piccolo” due litri sovralimentato è un signor motore dotato di un’elasticità da record (vedere il relativo indice tra le caratteristiche tecniche).
Qui voglio sentitamente ringraziare il Gruppo per non aver ceduto alla tentazione del quattro cilindri turbo montato sulla Fiat Coupé: un altro potentissimo signor motore ma che con la pastosità del V6 ha poco a che vedere.
Un investimento importante, inaspettato da quelle parti, che ci consente di avere una super car senza essere costretti ai tre litri di cilindrata che stanno nuovamente spaventando un po’ tutti; questo non mi esime però dal raccomandare caldamente la ricerca di questi ultimi a tutti coloro che possono permettersi di essere liberi da paranoie fiscali: in primo luogo le prestazioni aumentano ulteriormente, ma più ancora il piacere di guida viene esaltato dall’assenza del ritardo di risposta all’accelerata; totalmente condivisa invece la melodia che esce dallo scarico.
La Spider è la più adatta ai quattro cilindri perché la più equilibrata distribuzione dei pesi consentita da questi motori e la loro minore potenza evita di mettere in crisi la scocca privata dal tetto; d’altronde chi opta per un’auto a cielo aperto, difficilmente è un “fanatico” della guida: infatti anche le decapottabili più celebrate sotto questo profilo come, per esempio, la Porsche Boxster o la Lotus Elise perdono poi inevitabilmente il confronto in pista con le rispettive versioni chiuse Cayman ed Exige.
Trovare inoltre una Spider sei cilindri è molto meno facile rispetto ad una GTV; fino a non molto tempo fa ritenute usati invendibili, stanno rapidamente guadagnando considerazione sul mercato amatoriale di tutta Europa: ne consiglio sentitamente l’acquisto.
Apparentemente molto simili tra loro, queste vetture hanno invece avuto una vita commerciale molto vivace con parecchie versioni; ve ne racconto la storia:

Marzo 1995
Debuttano al salone di Ginevra le due versioni del progetto 916: si riconoscono per lo scudetto anteriore piccolo, la parte bassa della carrozzeria nera tutt’attorno il perimetro ed il volante a quattro razze; le versioni di finitura sono due: la normale e la Lusso con interni in pelle, climatizzatore e cerchi in lega da 16”; i motori disponibili sono il due litri “Twin Spark” 16V da 150 CV su GTV e Spider, il due litri V6 turbo da 200 CV inizialmente solo sulla prima ed il V6 tre litri 12V da 192 CV solo sulla seconda.

1997
Una nuova versione del tre litri con quattro valvole per cilindro e 220 CV è resa disponibile per la GTV: si riconosce per le pinze dei freni anteriori a quattro pistoncini rosse marcate Brembo; anche la Spider riceve il V6 2.0 sovralimentato.

Maggio 1998
Cambiano i cerchi ruota da 16” ora a cinque fori (a richiesta sono disponibili anche da 17”sempre a cinque fori ma con disegno enfatizzato) e la gamma colori viene rinnovata; un nuovo motore d’attacco da 1,8 litri e 144 CV può essere montato sia sulla GTV sia sulla Spider; il “Twin Spark” 2.000 aumenta la potenza di 5 CV grazie ai collettori di aspirazione a lunghezza variabile.
La GTV 3.0 V6 24V adotta un nuovo cambio a sei rapporti con la sesta di potenza (ovviamente…).
Il paraurti anteriore modificato ed una sottile cornice cromata allo scudetto caratterizzano esteticamente questo restyling che porta anche l’uniformità di colorazione della vettura anche nella parte bassa.
All’interno vi sono modifiche alla strumentazione, alle bocchette di aerazione ora rotonde, ai comandi ed un nuovo volante a tre razze; tra i sedili compare un mobiletto appoggia gomiti e le versioni Lusso hanno di serie l’interno in pelle della Momo nei colori nero, cuoio o rosso (a richiesta interni speciali Blu o Red Style un po’ vistosi) .
Il climatizzatore diventa di tipo semiautomatico ed i CD prendono il posto delle cassette nell’impianto audio.
A mio avviso è la serie più bella in assoluto.

1999
Anche la Spider riceve il 3.0 a 24 valvole ed il relativo cambio a sei marce.

Agosto 2000
La produzione delle 916 passa da Arese, che viene chiuso, a Grugliasco presso la Pininfarina; i motori sono aggiornati alla normativa Euro3 per le emissioni e perdono un po’ di potenza (dai due ai cinque CV).

Aprile 2003
Il restyling si concentra sul muso per la “necessità” (boh!) di adeguare il “family feeling” a quello della neonata 147; la perdita, secca e consistente, di eleganza viene compensata (ampiamente? Ad ognuno il proprio giudizio) dal montaggio dei migliori motori di tutta la serie.
Il quattro cilindri JTS (Jet Thrust Stoichiometric) guadagna quindici provvidenziali CV dall’adozione dell’iniezione diretta mentre il sei cilindri è quello, spettacolare, della 147 GTA capace di sviluppare 240 CV per prestazioni che definiremmo “impegnative” vista la tendenza dell’auto a strapparvi il volante dalle mani ad ogni accelerata violenta in seconda e terza marcia.
Una bestia da trattare con i guanti soprattutto se montata sulla Spider che, se non adeguatamente trattata, potrebbe anche attorcigliarne la scocca su se stessa vista la molto minore rigidità di tutto il complesso (risulta che quello della GTV sia più rigido del 64%).
Le 3200 montano cerchi, sempre da 17”, di nuovo disegno a razze, meno personale ma forse più elegante di quello dei precedenti montati sulla 3.0 24V.

Alla fine del 2005 la GTV viene tolta dalla produzione sostituita dalla Brera mentre la Spider resiste per qualche altro mese in attesa della versione decapottabile di quel modello; le 916 sono state prodotte complessivamente in poco più di novantamila esemplari.

Le serie speciali

GTV “Cup” del 1998:
Ispirata alla versione da corsa usata per il Trofeo omonimo, è offerta sia con il due che con il tre litri 24V; si distinguono per lo spoiler posteriore, lo splitter anteriore e le minigonne, i cerchi da 17” a grandi fori rotondi tipo “disco telefonico”; sulla fiancata, dietro le ruote anteriori, spicca una piccola presa d’aria finta ma molto decorativa.
La “piccola” TS condivide con la V6 i freni anteriori Brembo rossi ed all’interno ambedue sono rivestite in pelle nera; fuori, invece, le 3000 (180 pezzi) sono tutte rosse mentre le 2000 (239 pezzi) quasi tutte argento (solo pochissime rosse).

Millenium Edition
costruita da Novembre 1999 a Marzo 2000, solo Spider con motore 20 TS, è in colore giallo con capote, tappeti in moquette, sedili in pelle e finiture sulla plancia in blu.
Cerchi in lega da 16”.

Tra il 2001 ed il 2002 tre “Edizioni” tutte ottenibili solo con il 2.0 TS ed il 30 V6 24V:
“Sportiva”: sia sulla Gtv che sulla Spider gli interni sono in pelle nera con “cadenini”rossi, moquette rossa, splitter anteriore e minigonne della “Cup”, autoradio Blaupunkt con navigatorino integrato a pittogrammi e CD changer da 10 CD nel bagagliaio, sedili elettrici, console centrale color titanio e cerchi come quelli della “Cup”.
Disponibile solo in nero metallizzato la GTV ed Argento la Spider (con capote elettrica), è stata prodotta complessivamente in 500 esemplari.

“Elegante”: GTV offerta in blu scuro o nero metallizzati con interni in pelle marrone più scuro del normale; placca sulla console centrale (con finitura color titanio) con scritto “Serie Limitata”. Spider solo nera con interno in pelle bicolore nero/grigio oppure grigio/rosso e capote elettrica. Per tutte cerchi in lega da 17”.

“Classica”: solo Spider, nera metallizzata con interni in pelle grigia chiara e capote elettrica; cerchi da 17”

Motus
solo GTV 2.0 TS, è costruita da Giugno 2002 a Maggio 2003 in nero metallizzato con sedili in pelle rossa: presenta l’aerokit completo della Cup e ruote in lega da 17”

Edizione 2004
solo Spider 2.0 JTS, è disponibile fino alla fine della produzione e offre di serie:
cerchi in lega da 17”, capote elettrica, autoradio CD Blaupunkt, vernice metallizzata, doppio airbag

COME SCEGLIERLA

Pur non potendosi affermare che quella di una quattro cilindri, soprattutto per una Spider, sia una scelta sbagliata, io consiglio di cercare una sei cilindri per potere godere delle doti uniche di questo propulsore; e questo anche se, è ovvio, le loro maggiori potenze non fanno altro che sottolineare l’inadeguatezza della trazione anteriore per un modello come questo.
Già il due litri è molto gradevole (e anche facilmente elaborabile) perché i normali difetti dei turbo benzina qui sono molto attenuati dalle doti del V6 “Busso”(dal suo progettista); la scelta migliore però, Agenzia delle Entrate permettendo, sono i 3 ed i 3,2 litri.

Magari preferirei i primi nella configurazione a ventiquattro valvole perché li possiamo avere su carrozzerie ante restyling godendo di migliore aspetto; è anche vero però che il 3200 cc è una vera “bestia”che non può non far innamorare i più esigenti tra i potenziali clienti di queste auto. L’interno in pelle ritengo sia irrinunciabile come le ruote in lega: a questo proposito, ove possibile, consiglio di limitarsi a quelle da 16”, più armoniose nel complesso dell’estetica e, essendo calzate con pneumatici a profilo meno ribassato, più indulgenti con la schiena del proprietario rispetto alle 17”.
Queste si rivelerebbero di importanza fondamentale qualora si potessero realmente sfruttare in pieno le prestazioni dei motori ma, allo stato, il limite all’azione viene molto prima dalla “dannata” trazione anteriore che dalle dimensioni delle ruote salvo che non si ricorra ad irrigidimenti tali dell’assetto da rendere l’auto inadatta alla circolazione stradale. Per me è meglio considerare le 916 quelle Super GT che in effetti sono, per di più adornate da uno dei più evocativi stemmi della storia dell’automobile, senza velleità agonistiche.

Le 916 sono state offerte, fortunatamente, con colori magnifici: consiglio il giallo ed il verde metallizzato sulle Spider e per tutte il rosso Proteo ed i magnifici “perlati” optional; sono comunque sofismi perché l’auto è talmente bella che sta bene con tutto: se fosse una donna sarebbe Audrey Hepburn.

 

 

I PUNTI FORTI

 motori
 bellezza
 interni
 prestazioni (V6)
 comfort
 marchio
 potenziale di investimento

I PUNTI DEBOLI

 TRAZIONE ANTERIORE
 consumi a volte elevati con i V6

GAMMA COLORI

1995:
Pastello: Rosso Alfa 130; Bianco 210; Nero 601

Metallizzati: Rosso Bordeaux 146; rosso Proteo 195; verde Tropico 309; verde Bosco 310 (solo Spider); blu Atollo 473; grigio chiaro 612; grigio Titanio 613; Black 632.

1996 – 1998:

Pastello: rosso Alfa 130; bianco Banchisa 249; Nero 601; azzurro Polizia 938 (solo ’96).

Metallizzati: rosso Proteo 195; bianco Argento 205; verde acido 302; verde Tropico 309; Petrolio 326 (solo ’96); verde Tundra 348 (solo ’96); verde Sargassi 353 (solo gtv escl. ’96) blu scuro 460 (solo ’96); blu Atollo 473; grigio chiaro 612; grigio Titanio 613; Black 632; Prugna 497(solo ’96).

1999 – 2000:

Pastello: come 1998 eccetto bianco Polare 201 che prende il posto di bianco Banchisa 249.

Metallizzati: rosso Proteo 195; verde Sargassi 353 (gtv); blu Vela 400 (gtv); blu Victoria 401 (Spider); giallo Zoe 513 (Spider); grigio chiaro 612; grigio Eclisse 659.

Perlati: verde Oasi (Spider); azzurro Nuvola 414 (gtv).

2001 – 2002:

Pastello: come 2000 più giallo Bilbao 258 (2002)

Metallizzati: rosso Proteo 195; verde Coventry 361; blu Vela 400 (gtv); blu Lightning 427 (Spider); giallo Zoe 513 (Spider); grigio chiaro 612; nero 632 (2002); grigio Meteora 677.

Perlati: Aurora Nuvola 114 (Spider 2000 e 2001); azzurro Nuvola 414.

2003 – 2006:

Pastello: rosso Alfa 130; giallo Bilbao 258; nero 601.

Metallizzati: rosso Brunello 113; rosso Siena 117 (Spider); rosso Miro 167; verde Coventry; verde Racing 385; blu Vela/Taormina 400; blu Lightning 427; giallo Zoe (Spider); grigio chiaro/Rialto 612; nero/Pergusa 632; grigio Meteora 677; blu Cobalto 719.

Perlati: bianco Nuvola 212; azzurro Nuvola 414.

In caso di doppia denominazione, la seconda è post 2004.

Le capote sono normalmente in tela nera tranne:

 dal 1995 al 1998 può essere beige a richiesta su nero, verde Tropico, verde Bosco
 dal 1998 al 2003 può essere blu a richiesta su blu Light, giallo Zoe e grigio chiaro
 dopo il 2003 la capote blu è di serie su azzurro Nuvola

IMPRESSIONI DI GUIDA

Ho avuto modo di guidare due GTV: una 2.0 Turbo ed una 3.2 24V e ne sono sceso impressionato ambedue le volte.
Il comportamento è diverso: la due litri è piacevolissima da guidare, ha prestazioni maiuscole ma mi è parsa alla portata di un buon guidatore medio se non portata al suo massimo limite ove, peraltro, le reazioni non sono esageratamente scomposte; mi è piaciuto in particolare l’allungo imperioso e la ottima maneggevolezza nel misto veloce; diverso il discorso per la più grossa dove l’ampio sorriso provocato dal motore può trasformarsi in una smorfia qualora in piena accelerazione si dovessero incontrare avvallamenti o peggio si aprissero sconsideratamente le cateratte del motore su asfalto umido: sono questi due casi dove, per non creare situazioni di pericolo, alla guida è meglio che ci sia un vero manico perché il volante rischia di sfuggire veramente al controllo del pilota, sovrastato come è da un’ondata di cavalli esagerata per due sole povere ruote anteriori.
Questa non è una critica perché chi è appassionato di auto ama le vetture che si fanno dare del lei (vedi il sempiterno successo della Porsche 911) e quindi questa può facilmente fargli perdere la testa ma mi pare più che opportuno un avvertimento: prima di affidare l’auto a moglie e figli neopatentati è meglio prendere bene loro le misure: non è per tutti.
Detto questo, ambedue si segnalano per un comfort sicuramente più che adeguato con un rumore di fondo che vi indurrà a tenere spesso spento lo stereo; l’abitacolo, poi, è un posto molto carino con parecchi tocchi pieni di personalità e buon gusto: impagabile la pelle Momo presente sulla “mia” 3.2.
Il cambio, sia a cinque che a sei rapporti è ben manovrabile ed i freni sicuramente adeguati all’uso stradale (non ho avuto modo di valutare la resistenza alla fatica): insomma, l’ennesimo pezzo di bravura dei tecnici Alfa Romeo pur se costretti dall’ostinazione Fiat a non rendere motrici le ruote posteriori.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Alfa Romeo GTV (Spider) 2.0 TS

Motore
Tipo AR 16201; dal 1998 tipo AR 32301; dal 2000 tipo AR 32310 Quattro cilindri in linea trasversale Alesaggio 83 mm Corsa 91 mm Cilindrata 1.970 cc Rapporto di compressione 10:1 Potenza massima 150 CV a 6.200 giri/min; dal 1998 155 CV a 6.400 giri/min; dal 2000 150 CV a 6.300 giri/min Coppia massima 18,97 kgm a 4.000 giri/min; dal 1998 19,07 kgm a 3.500 giri/min; dal 2000 18,46 kgm a 3.800 giri/min Indice di elasticità 1,71; dal 1998 2,01; dal 2000 1,79 Distribuzione a doppio albero a camme in testa Sistema di alimentazione ed accensione integrato Bosch Motronic Lubrificazione forzata a carter umido Capacità carter olio 5,2 litri Raffreddamento ad acqua Impianto elettrico a 12 Volt Alternatore 100 A Batteria 70 Ah

Trasmissione
Trazione anteriore Frizione monodisco a secco a comando idraulico Cambio manuale a cinque rapporti Rapporti del cambio I : 3,545:1; II : 2,238:1; III : 1,524:1;
IV : 1,156:1; V : 0,946:1; RM : 3,909:1 Rapporto al ponte 3,562:1 Pneumatici 195/60×15 oppure 205/60×16 Cerchi in acciaio 6Jx15 oppure in lega leggera 6,5Jx16

Corpo vettura
Carrozzeria portante tipo coupé (spider) Sospensioni anteriori indipendenti tipo McPherson, molle elicoidali, barra antirollio Sospensioni posteriori indipendenti a braci multipli, molle elicoidali, barra antirollio Freni a disco sulle quattro ruote a comando idraulico, doppio circuito, ABS Sterzo a cremagliera sevoassistito Capacità serbatoio carburante 70 litri
Dimensioni e peso
Passo 2.540 mm Carreggiata anteriore 1.499 mm Carreggiata posteriore 1.487 mm Lunghezza 4.285 mm Larghezza 1.780 mm Altezza 1.315 Peso in ordine di marcia 1.370 kg

Prestazioni (rilevate)
Velocità massima 208,7 km/h Consumo carburante 9,8 litri/100 km Accelerazione
0-100 km/h 8,9 sec Accelerazione 0-1000 m 30,4 sec Ripresa 1000m da 40 km/h in V 38,3 sec

Alfa Romeo GTV (Spider) 1.8 TS

Stesse caratteristiche delle Alfa Romeo GTV (Spider) 2.0 TS tranne:

Motore
Tipo AR 32201 Alesaggio 82 mm Corsa 82,7 mm Cilindrata 1.747 cc Rapporto di compressione 10,3:1 Potenza massima 144 CV a 6.500 giri/min Coppia massima 17,2 kgm a 3.500 giri/min Indice di elasticità 2,05

Trasmissione
Rapporto al ponte 3,73:1

Dimensioni e peso
Peso a vuoto 1.350 kg

Prestazioni (dichiarate)
Velocità massima 205 km/h Consumo carburante 9,3 litri/100 km Accelerazione 0-100 km/h 9,3 sec Accelerazione 0-1000m 30,7 sec

Alfa Romeo GTV (Spider) 2.0 JTS

Stesse caratteristiche delle Alfa Romeo GTV (Spider) 2.0 TS tranne:

Motore
Tipo 937A1.000 Rapporto di compressione 11,3:1 Potenza massima 165 CV a 6.400 giri/min Coppia massima 21,01 kgm a 3.250 giri/min Indice di elasticità 2,24

Trasmissione
Rapporto al ponte 3,73:1 Pneumatici 205/50×16 Cerchi in lega leggera 7Jx16

Prestazioni (dichiarate)
Velocità massima 220 km/h (215 km/h) Accelerazione 0-1000 m 29,2 sec

Alfa Romeo GTV (Spider) 2.0 V6 Turbo

Stesse caratteristiche dell’Alfa Romeo GTV (Spider)2.0 TS tranne

Motore
Tipo AR 16202 sei cilindri a V di 60° Alesaggio 80 mm Corsa 66,2 mm Cilindrata 1.996 cc Rapporto di compressione 8:1 Potenza massima 200 CV a 6.000 giri/min Coppia massima 28,5 kgm a 2.400 giri/min Indice di elasticità 2,98 Distribuzione monoalbero a camme in testa per bancata Capacità carter olio 5,8 litri

Trasmissione
Rapporti del cambio I : 3,8:1; V : 0,917:1; RM : 3,545:1 Rapporto al ponte 3,353:1 Pneumatici e cerchi da 15” non disponibili

Dimensioni e peso
Peso a vuoto 1.430 kg

Prestazioni (rilevate)
Velocità massima 234 km/h Consumo carburante 11,6 litri/100 km Accelerazione 0-100 km/h 7,3 sec Accelerazione 0-1000 m 27,7 sec Ripresa 1000m da 40 km/h in V 35,1 sec.

Alfa Romeo Spider 3.0 V6

Stesse caratteristiche dell’Alfa Romeo Spider 2.0 V6 Turbo tranne:

Motore
Tipo AR 16101 Alesaggio 93 mm Corsa 72,6 mm Cilindrata 2.959 cc Potenza massima 192 CV a 5.600 giri/min Coppia massima 26.52 kgm a 4.400 giri/min Indice di elasticità 1,37 Capacità carter olio 7,5 litri

Prestazioni (dichiarate)
Velocità massima 225 km/h Accelerazioni 0-100 km/h 7,4 sec Accelerazione
0-1000 m 27,8 sec

Alfa Romeo GTV (Spider) 3.0 V6 24V

Stesse caratteristiche della Alfa Romeo Spider 3.0V6 tranne:

Motore
Tipo AR 16102; da Agosto 2000 AR 16105 Rapporto di compressione 10:1 Potenza massima 225CV; da Maggio 1998 220 CV; da Agosto 2000 218 CV a 6.300 giri/min Coppia massima 27,54 kgm; da Agosto 2000 27,03 kgm a 5.000 giri/min Indice di elasticità 1,36; da Maggio 1998 1,39; da Agosto 2000 1,37 Distribuzione a doppio albero a camme in testa, quattro valvole per cilindro.

Trasmissione
Cambio manuale a sei rapporti Rapporti del cambio VI : 0,82:1 Rapporto al ponte 3,56:1 Pneumatici 215/45×17 Cerchi in lega leggera 7,5×17

Dimensioni e peso
Peso a vuoto 1.415 kg

Prestazioni (dichiarate)
Velocità massima 250 km/h Consumo carburante 12,4 litri/100 km Accelerazione 0-100 km/h 6,7 sec Accelerazione 0-1000 m 26,8 sec

Alfa Romeo GTV (Spider) 3.2 V6 24V

Stesse caratteristiche delle Alfa Romeo GTV (Spider) 3.0 V6 24V tranne:

Motore
Tipo 936A000 Corsa 78 mm Cilindrata 3.179 cc Rapporto di compressione 10,5:1 Potenza massima 240 CV a 6.200 giri/min Coppia massima 29,48 kgm a 4.800 giri/min Indice di elasticità 1,37

Trasmissione
Rapporto al ponte 3,73:1 Pneumatici 225/45×17

Dimensioni e peso
Peso a vuoto 1.445 kg

Prestazioni (dichiarate)
Velocità massima 255 km/h Consumo carburante 14,1 litri/100 km Accelerazione

 

3 Comments on “ALFA ROMEO GTV e Spider “916””

  1. Marco

    Buongiorno complimenti bellissimo e utilissimo post con la storia di tutti i modelli alfa Gtv e Spider.
    Sono proprietario di una bellissima Spider 3.2 V6 24 V del 2003 e da quel che so rarissima, mi piacerebbe sapere se si è a conoscenza di quanti esemplari ne siano stati costruiti e quanti siano stati omologati in italia. Grazie

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