Folgorazione

Vittorio Falzoni GalleraniAuto attualiLeave a Comment

Una folgorazione non propriamente detta, come può verificarsi a seguito del non corretto comportamento in presenza di un’auto elettrica incidentata, ma piuttosto un qualcosa di simile a quella sulla via di Damasco per San Paolo.

E, per giustificare quanto appena espresso, mi aggancio ad affermazioni espresse dal direttore di Quattroruote e Ruoteclassiche Daniele P.M. Pellegrini come feci in un altro mio articolo scritto nel giugno del 2023; mi pare d’altronde che il peso delle opinioni di questo giornalista nella formazione di quelle degli automobilisti ‘normali’ abbia pochi riscontri, almeno in Italia.

Questa volta nella Sua rubrica sulla rivista dell’ACI ‘l’automobileclassica’ fa un breve e dotto escursus sulla propulsione elettrica delle automobili che, come è noto, è stata presente fin dagli albori e, al proposito, egli cita quale esempio la Detroit del 1916: un’auto conosciuta da tutti in quanto ispirò il disegno di quella di Nonna Papera.

Una tecnologia che fu poi messa da parte dagli enormi progressi compiuti dai motori endotermici in termini di affidabilità e prestazioni; contemporaneamente la, almeno apparente, indipendenza dalla disponibilità di combustibili fossili della propulsione elettrica ha fatto sì che essa si sia ripresentata all’attenzione della cronaca in più occasioni nel corso della storia dell’automobile.

Ed il bellissimo altro esempio che Pellegrini porta si riferisce alla EV1 della General Motors: un progetto geniale che permise di mettere sul mercato, nel 1996, una credibilissima automobile a batteria che, fino al 1999 trovò 1.200 acquirenti.

Essa si caratterizzava per una forma estremamente aerodinamica, per il peso inferiore ai 1.400 kg, per le sottilissime ruote scelte per minimizzare l’attrito sulla strada e per la velocità massima, teoricamente vicina ai trecento chilometri all’ora, limitata a centotrenta.

Nonostante questi accorgimenti, le batterie di allora consentivano un’autonomia che quasi mai superava i cento chilometri; automatico viene il pensiero di quale potrebbe essere oggi con gli accumulatori attualmente a disposizione e quanto semplificato sarebbe stato oggi il suo uso dalla diffusione delle colonnine di ricarica, ancora insufficiente per alcuni ma immensamente superiore a quella di allora.

In ogni caso, all’alba del duemila anche l’esperimento della General Motors era già stato archiviato dal mercato; fu dopo un decennio abbondante che la Tesla di Elon Musk riportò le auto elettriche d’attualità attraverso abilissime operazioni di marketing che riuscirono a creare una moda portando la produzione di un modello di auto elettrica a livelli, per la prima volta, più che significativi e, nelle sue tasche, la palma di uomo più ricco del mondo.

Onore al merito ma, restando sul piano tecnico, la sua unica virtù fu ritrovarsi le batterie agli ioni di litio disponibili sul mercato; questo portò, come è noto, ad un notevolissimo aumento della capacità di immagazzinamento dell’energia con conseguente aumento dell’autonomia.

Rimase e rimane il problemino dei tempi di ricarica ma qui voglio parlare d’altro rifacendomi a quanto scrissi sull’argomento nel luglio 2022 e che ho ritrovato con soddisfazione nelle parole del direttore di Quattroruote che di seguito riporto fedelmente.

“Le elettriche non sembrano più essere la celebrazione della semplicità (la Detroit del 1916) e dell’efficienza (la EV1del 1990), ma, in molti casi, monumenti allo spreco di energia: le nuove batterie zeppe di KWh muovono bestioni da 2, 3 o più tonnellate, spesso con potenze da supercar e la coppia di un locomotore ferroviario, che sono tutto fuorché efficienti. E’ questo il futuro della mobilita? Qualcosa non mi torna.”

Benvenuto Direttore! Ma perché, allora, ogni mese mi ritrovo sulla copertina di Quattroruote una di queste auto? E’ una circostanza che mi impedisce di comprala, questa rivista di cui ho la raccolta completa 1956 – 2020.

Mi dispiace e, qualora Lei leggesse queste mie righe, Le chiederei: è sicuro che io sia l’unico ad agire così?

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