Auto moderne troppo “grosse”?

Vittorio Falzoni GalleraniAuto attualiLeave a Comment

Questa mattina ho scattato la foto che segue; è stato più forte di me per una serie di motivi.

Il primo è che la vettura ‘classica’ ivi ritratta davanti alle altre è per me la decappottabile, di media cilindrata a quattro posti, più carina che sia mai stata commercializzata.

E questo grazie alla Pinifarina e quindi mi piace cogliere l’occasione per ricordare che, anche in questo caso, la nostra Italia ha dato il contributo di bellezza che le è (era?) proprio; essa è poi di proprietà di una mio amico e quindi credo non si adombrerà anche se si legge la targa.

Molto interessante poi la collocazione immediatamente dietro di una Dacia Duster: vettura di grande successo nella categoria medio inferiore; si nota subito l’ingombro in pianta enormemente superiore pur non essendo dell’ultima versione ancora cresciuta.

Dietro di lei abbiamo poi una Fiat 500 X che anche lei rasenta la linea blu dello stallo di parcheggio contrariamente alla nostra ‘Peugeottina’ che lascia il posto per una bicicletta; il concetto che voglio esprimere salta quindi subito agli occhi anche se, si badi bene, uno dei più recenti monumentali SUV coreani non è presente in foto.

Cito questo tipo di auto perché poco tempo fa mi sono incantato nell’incontrare una nuova Sportage della Kia ‘parcheggiata’ in centro della mia cittadina; ho messo l’aggettivo tra virgolette poiché al guidatore non era stato possibile collocarla in modo che non debordasse dalle linee di demarcazione dello stallo; e questo perché, in larghezza abbiamo pressoché raggiunto il metro e novanta (come una Ferrari Testarossa degli anni ’80).

E si sta parlando di una 1.600 che si propone di essere venduta in moltissimi esemplari; come è sotto gli occhi di tutti, ovviamente, le auto di categoria superiore hanno ingombri ancora maggiori in proporzione diretta al loro lignaggio. Straordinarie, a questo proposito, la Mercedes Benz GLS (m. 5,2 X 2,15 x 1,823) e BMW X7 (m. 5,2 x 2,18 x 1,835); ambedue rigorosamente a sette posti per le notoriamente numerose famiglie italiane.

Ricordo che non molti anni fa, le riviste specializzate davano consigli su come risparmiare carburante suggerendo di togliere il portasci dal tetto e qualsiasi bagaglio appena non necessario per non penalizzare aerodinamica e massa mentre ora si viaggia, spessissimo da soli, con mille chili di lamiera e mezzo metro sopra la testa del tutto inutili con l’approvazione di tale stampa che ben si guarda dal chiedere ai suoi lettori perché si sono assoggettati a comperare tali auto.

Obbligandosi a lasciarle in strada, o meglio sui marciapiedi, in quanto non entrano più nella propria rimessa e ad affrontare un consumo di carburante ‘reale’ che, dopo anni di risparmiosissime piccole e medie diesel, avevamo dimenticato nella sua importanza.

Come si può conciliare uno spreco di tale portata in termini di materiale, di combustibile e di spazio con le tanto sbandierate esigenze di ‘sostenibilità’?

Perché dobbiamo sorbirci quella ‘baggianata’ dello start&stop per risparmiare un bicchiere di carburante al giorno quando tale spreco di dimensioni e pesi e l’abbandono del motore Diesel porta ad un aumento generale del consumo almeno del 30% rispetto ad un lustro fa?

O quell’altra  del ‘veleggiamento’: il maggiore alleato dell’intasamento dei FAP con le spese inerenti e sempre nel silenzio dei media.

O, infine, delle ibride Plug In: parlavo con un mio Cliente di Torino che è passato, per poter circolare in città, da una BMW 320d Touring (Euro5 e quindi a livello delinquenziale secondo i nostri illuminati amministratori) ad una analoga 330E. Diceva: ho il piede pesante e con la carica percorro circa quindici chilometri poi l’auto fa sette km per litro (motore a benzina che deve portare a spasso il peso delle batterie) mentre con la diesel viaggiavo oltre i quindici. Che dire!? Non vi pare una presa in giro?

Si dice che l’aumento generalizzato  di massa e dimensioni sia dovuto in massima parte a motivi di sicurezza; e certamente  è vero che più si viaggia in spazi abbondanti e più e difficile rimanere feriti in un incidente ma è anche vero che le conseguenze di una botta hanno molto a che vedere con la relatività dei veicoli coinvolti e cioè, anche sopra ad una BMW X7, se vieni investito da un TIR, puoi farti male. Quindi, cosa facciamo!? Circoliamo tutti su delle autoblindo oppure cerchiamo di migliorare la sicurezza stradale attraverso tanti interventi ormai ineludibili?

Il primo sarebbe fare in modo tecnicamente che scrivere mail e guardare la tv non fosse possibile su di un veicolo in movimento; occorrerebbe poi che alla gente fosse insegnato a guidare in autostrada e ad imboccare le corsie di accelerazione e di decelerazione; sarebbe opportuno poi che le visite di rinnovo della patente fossero accurate.

E infine sarebbe ora di modulare i limiti di velocità affinché siano sensati e di farli poi rispettare all’americana togliendo dalle strade tutti quei gabbiotti vuoti che provocano pericolose inchiodate di chi immagina che invece siano funzionanti.

Dopo questa divagazione in ambito sicurezza, per tornare all’oggetto che ha ispirato questo mio scritto, vorrei invitare tutti i soggetti afferenti alla produzione delle auto a tenere presente la legge dell’impenetrabilità dei corpi. Il numero dei veicoli in strada tende a crescere; se ne aumentiamo costantemente le dimensioni andrà a finire che non ci si muoverà più.

Qualche avvisaglia la si può già notare al parcheggio di un supermercato o di un autogrill: quanto mi piacerebbe, in queste occasioni, tornare ad aprire la portiera serenamente!

E questo al di là della spaventosa bruttezza dei tanti ‘cassoni’ cui oggi sembra non si possa prescindere quando si compera un’automobile.

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