MERCEDES BENZ – Classe G

Vittorio Falzoni GalleraniAuto storiche, Guide all'acquisto2 Comments

MERCEDES G – KLASSE

Questo veicolo è andato più vicino di qualsiasi altro al concetto di ‘eternità’ applicato all’automobile; non tanto per la sua permanenza in produzione, comunque straordinaria (siamo a quarantadue anni), quanto per la longevità di ogni singolo esemplare, il cui limite estremo non è stato ancora stabilito.
Risulta siano ancora in servizio attivo esemplari del 1979, l’anno del debutto, con oltre un milione di chilometri sotto le ruote percorsi con un paio di motori in tutto e le altre componenti in condizioni ancora più che decorose.
Queste ‘performance’ hanno due genitori: la indiscutibile qualità costruttiva Mercedes Benz (di allora) e la progettazione sviluppata per scopi militari; poiché questa, indiscutibilmente, era la destinazione della prima serie denominata W460.
Questa avventura, in cui la Mercedes si cimenta in compagnia con la Steyr-Daimler-Puch che mette a disposizione la sua esperienza nella progettazione di veicoli fuoristrada ed i suoi stabilimenti di Graz (A) per l’assemblaggio, non comincia, per la verità, nel migliore dei modi: pensata per l’esercito tedesco, in procinto di sostituire le proprie vecchie DKW Munga, e prenotata in ventimila esemplari dallo Scià di Persia per le sue armate, essa si vede detronizzare, nel primo caso, dalla VW Iltis che conquista al suo posto la commessa e, nel secondo, dall’Ayatollah Khomeini che costringe, sia lo Scià che le ventimila ‘G’ previste, all’esilio.
Che essa affronterà, fatto più unico che raro nella storia industriale, senza alcun contraccolpo sulla Casa costruttrice che trova sbocchi negli eserciti argentino, indonesiano e norvegese da una parte e, all’altra, che è ciò che maggiormente ci interessa, sul mercato ‘civile’: questa specie di Land Rover impeccabilmente rifinita trova, infatti, immediatamente una solida clientela, nonostante un cartellino del prezzo che sempre andrà da impegnativo a raggelante; d’altronde, l’ho già detto: se un soggetto compra quest’auto attorno ai quaranta anni può prevedere di avere risolto il ‘problema auto’ per la vita, ammortizzando ampiamente l’investimento.
Il debutto della classe G ‘civile’ è della primavera 1979, a delusioni commerciali ormai patite, ed avviene in una cornice anomala per un fuoristrada dei più puri (‘G’ significa appunto ‘Gelandewagen’: veicolo fuoristrada): il circuito del Paul Ricard a Le Castelet, nel sud della Francia, dove esibisce ai convitati le sue eccellenti credenziali fatte di un mix sapientemente dosato di tradizione e raffinatezza.
Un robusto telaio a longheroni e traverse sorregge i due ponti rigidi sospesi da molloni elicoidali e coadiuvati da barra antirollio anteriore; i freni sono a disco anteriormente con pinze a quattro pompanti; sterzo a circolazione di sfere con servocomando solo a richiesta; motori benzina e Diesel con potenze variabili dai 72 CV della 240 GD ai 150 della 280 GE passando dagli 80 della 300 GD a cinque cilindri ed i 102 della 230 G a carburatore; cambi a quattro marce manuali od automatiche a richiesta; riduttore e trazione integrale inseribile con ambedue i differenziali bloccabili manualmente attraverso due levette sul tunnel centrale.
La macchina, insomma, ha tutte le caratteristiche per interessare sia l’utenza ‘professionale’ (boscaioli, costruttori edili, agricoltori, ecc), grazie alle sue doti di inarrestabilità, che quella più ‘modaiola’ grazie alla stella a tre punte sulla calandra ed alla disponibilità, sulla 280 GE, di un bel sei cilindri 2,8 litri ad iniezione, che consente i 150 km/h; in questo modo viene raggiunta, infatti, anche quella fascia di clientela che voleva qualcosa di diverso dalla ‘solita’ Range Rover.
La Casa non trascura nulla per accontentarle: due versioni di carrozzeria con il passo corto: torpedo-pick up e SW due porte; e due a passo lungo: furgone e SW quattro porte. I posti disponibili possono arrivare a sette nel primo caso ed a nove nel secondo: incrociando i vari allestimenti con i motori si arriva a quaranta versioni per una scelta senza precedenti nel campo dei veicoli fuoristrada.
Il carattere spartano rimane però in tutte con componenti presi dal ‘commerciale’ Mercedes 207 D come il volante e parte della plancia, i paraurti verniciati in nero, i cristalli piani, i tappeti in gomma sul pianale, gli alzacristalli manuali ed il muso in plastica nera con le ‘rastremature’ ai bordi inferiori che caratterizza questa prima versione; una semplicità, funzionale soprattutto alla durata ed alla semplicità di manutenzione, che però avrebbe reso difficile l’accettazione di prezzi compresi tra i venti ed i trenta milioni di Lire (la Range Rover V8 ne costava meno di ventidue); ma a questo ovviava, come accennato, il marchio Mercedes allora capace, forte della propria immagine, di imporre al mercato qualsiasi cosa.
Torno un attimo ai motori per precisare che le denominazioni delle versioni corrispondono esattamente alla loro cilindrata divisa per dieci e con il suffisso che individua il tipo di alimentazione: D per Diesel; E per iniezione; nessuno per carburatore.
La macchina viene prodotta per oltre un decennio senza modifiche di rilievo tranne l’introduzione di nuovi motori; ne faccio un elenco il più possibile esaustivo:
Nel 1982, la versione ad iniezione 230 GE da 125 CV affianca la 230 G; l’anno successivo il volante diviene quello a quattro razze delle berline, la moquette fa la sua comparsa sul pavimento e l’offerta di optionals diviene più articolata; i più ‘gettonati’ saranno: tergilunotto, parafanghi supplementari in plastica nera, cambio a cinque marce, cristalli laterali scorrevoli sulla ‘corta’ e, con più gradualità visto il costo, il condizionatore; sono disponibili anche i cerchi in lega da 15”, i fari fendinebbia, il verricello elettrico, il tetto tropicalizzato. Cambia la tappezzeria che, da tipo ‘Principe di Galles’, diventa a quadrettini.
Nel 1986 nasce la 200 GE da 109 CV, pensata specificamente per l’Italia, con il cambio a cinque marce di serie, mentre, contemporaneamente, sale allo stesso livello la potenza della 230 G; la tappezzeria cambia ancora e diventa quella a ‘quadrettoni’.
Nel 1987 la novità è tra le unità a gasolio: la 250 GD a cinque cilindri e 84 CV raccoglie il testimone dalla 240 GD; per tutte antenna elettrica di serie ed alzacristalli a richiesta.
Anche da questi piccoli particolari si comprende che, via via, la ‘G’ si stava adeguando alle esigenze di quella che, gradatamente, stava diventando la clientela d’elezione di questi veicoli fatta di persone facoltose che, neppure in fuoristrada, volevano rinunciare ai comfort cui erano abituate; parimenti l’uso stradale da parte di costoro diventava, inopinatamente viste le loro caratteristiche, sempre più preponderante.
Piena risposta a queste nuove tendenze arriva sul mercato nel 1989 nelle vesti del nuovo modello
W463, immediatamente riconoscibile dalla calandra esattamente rettangolare in colore vettura; a parte ciò, esteticamente, si nota il paraurti anteriore ridisegnato con i fendinebbia, ora di serie, incorporati; una presa d’aria sul parafango anteriore sinistro e la sigla del modello che ora è in coda anziché di lato sul supporto degli specchietti retrovisori; ormai del tutto marginale nelle vendite, la versione ‘telonata’ non ha più la sobria configurazione torpedo e diventa una sgraziata ‘cabriolet’ con capote agganciata ad un nuovo roll bar controventato e finestrato: l’insieme è da museo degli orrori.
Ancora più importanti sono gli aggiornamenti invisibili: sospensioni riprogettate in funzione ‘stradale’, trazione integrale permanente con tutti e tre i differenziali bloccabili mediante pulsanti sulla plancia, cruscotto a tre strumenti preso dalle berline e console centrale modificata, finiture in legno su plancia e tunnel centrale, tessuti di rivestimento tipo ‘tweed’.
Prima mondiale, che ricevette adeguato risalto sulla stampa, la possibilità di montare, a richiesta, l’ABS su di un veicolo a trazione integrale; impianto che veniva debitamente escluso automaticamente una volta azionato il blocco dei differenziali.
I motori di questa nuova gamma che restano immutati sono quelli delle 200 e 230 GE e 250 GD; a questi si aggiungono due meravigliosi sei cilindri in linea per le 300 GD e GE che sostituiscono, rispettivamente, il vecchio cinque cilindri a gasolio ed il 2,8 litri ad iniezione di pari architettura; a questi si aggiungerà presto, nel 1992, un 3,5 litri Diesel per la 350 GD Turbo: prima ‘G’ con motore sovralimentato disponibile unicamente con il cambio automatico.
Ormai la ‘G’ è un’auto di lusso e la migliore conferma viene nel 1993 quando viene introdotta la 500 GE ad otto cilindri da 241 CV: una serie limitata a 446 esemplari ‘full optional’ della SW ‘lunga’ che, considerata inadatta al fuori strada estremo, è privata del bloccaggio del differenziale anteriore; da settembre dello stesso anno diventerà G 500 a causa del cambio di denominazione dei modelli Mercedes che vede la ‘Classe’ riportata davanti alla motorizzazione e sparire la E di iniezione dato che, da questo momento, la lettera E, come è noto, designerà un ‘Classe’ di berline e derivate.
Nel 1994, anno in cui concludo la mia trattazione per evitare di inoltrarmi in un altro mare di versioni che, oltre a non essere ancora del tutto storiche e defiscalizzabili, confonderebbero ancora di più le idee, abbiamo il debutto della G 320 con il motore a ventiquattro valvole sei cilindri in linea e la eliminazione dal listino della G 200: contemporaneamente arriva l’airbag lato guida ed i freni a disco anteriori ventilati. Sconfiniamo solo di un anno per dire che nel 1995 l’ultima quattro cilindri: la G 230 viene tolta dal listino a definitivo sigillo della collocazione delle ‘G’ nel ‘Gotha’ dell’automobile.

LE ALTRE ‘G’

Del 1992 sono le W461, versioni più spartane per uso professionale: una sorta di ritorno alla ‘purezza’ delle W460. I motori sono il 2,3 a benzia a quattro cilindri ed un interessante 2,9 a gasolio a cinque cilindri ad iniezione diretta, mai montato sugli altri modelli ‘G’ nonostante rappresenti una delle più concrete possibilità di consumare un po’ meno con queste macchine.
Le W 462 sono le stesse identiche vetture costruite su licenza in Grecia dalla Elbo.
Le ‘G’ marchiate Puch hanno seguito l’evoluzione delle Mercedes, e sono ad esse più o meno identiche tranne i marchi, rimanendo confinate nei mercati austriaco, svizzero e dell’est Europa.
Infine, sono da ricordare le Peugeot P4, costruite su licenza, dotate di motori e trasmissioni della Casa francese e dedicate essenzialmente a scopi militari.

PERCHE’ COMPRARLA

La Mercedes Classe ‘G’ è la negazione automobilistica del consumismo; se vi riconoscete in questi valori in maniera radicale, questo è l’automezzo che fa per voi: inarrestabile, indistruttibile, intramontabile, ha tutte le caratteristiche per accompagnarvi lungo una vita intera; è, poi, il simbolo tangibile del concetto classico Mercedes Benz di ‘qualità’: nessun orpello, inutile sofisticazione o civetteria ma materiali durevoli, motori tranquilli e longevi, meccanica sovradimensionata. Anche il fattore sicurezza passiva può farvi propendere per l’acquisto: è particolarmente rassicurante sapere che moglie e figli sono in giro protetti da una specie di autoblindo di lusso; se ben ancorati al loro posto, per farsi male dovrebbero essere centrati da un locomotore lanciato.
Piacevolissimo l’uso amatoriale con la possibilità di partecipare in comitiva ad escursioni fuoristrada organizzate nel rispetto dell’ambiente ma comunque molto suggestive; oppure da soli: se vi piacciono i fine settimana sulla neve la ‘G’ è una compagna ideale, se non abitate troppo distanti dalla località prescelta; l’unica avvertenza è quella di evitare i fuori pista con la macchina: non perché potreste rimanere bloccati ma solo per evitare di causare valanghe.
Se chiudiamo gli occhi vediamo la ‘G’, oltre che sui campi da sci, vicino alle spiagge più inaccessibili delle nostre coste, alle quali vi potete avvicinare senza tema di insabbiamenti o passaggi insuperabili; oppure, senza abbandonare le strade maestre con la vettura, usare, allo stesso scopo, la barca che vi portate al traino.
Interessante anche l’aspetto collezionistico/finanziario: queste vetture sono care sempre e comunque: nuove, usate, d’epoca, conservate, restaurate, ecc. ma mantengono il loro valore come nessun’altra ed oggi le potenzialità di rivalutazione per le versioni più appetibili sono concrete.

PERCHE’ NON COMPRARLA

Il combinato disposto di prestazioni stradali scarse e consumi elevati è particolarmente sfavorevole in questo caso e restringe alquanto le possibilità di utilizzo. In definitiva occorre usarla poco contraddicendo quelle caratteristiche più volte enunciate di durata: prestazioni che vanno dal limitato all’imbarazzante costringono, per esempio, nel caso delle versioni diesel a cinque cilindri, a viaggiare praticamente a tutto gas in autostrada, con gli occhi perennemente al retrovisore, per tenere il passo con i moderni TIR; una sede, l’autostrada, ormai addirittura preclusa alla 240 GD.
Ed è un peccato perché le vetture sono decisamente confortevoli; ma, c’è un altro problema, queste andature portano i consumi a livelli incredibili, in negativo, tra le auto a gasolio; si è accennato ai TIR nel tentativo di capire chi va più forte ma, ecco: non è certo chi, tra questi due soggetti, beva di più in autostrada; la 300 GD, dal canto suo, a 110 km/h costanti è a 19 litri/100 km.
Le sei cilindri, a benzina e diesel, possono ambire anche alla corsia centrale, niente di più, ma sempre con consumi che fanno apparire la Range Rover V8 poco più che un’utilitaria: la 300 GE a cinque marce, sui 130 km/h, trangugia 20 litri di verde ogni 100 km quando la ‘collega’ inglese supera di poco i quindici.
Quindi è meglio prevedere per loro rilassanti viaggi su strade secondarie ed un uso limitato.
I costi, però, con il carburante, sono finiti; certo: non è che i ricambi costino pochissimo ma scegliendo bene l’esemplare e con un uso minimamente rispettoso, ce n’è pochissimo bisogno.

COME PERSONALIZZARLA

Penso che i cerchi in lega leggera a canale allargato siano irrinunciabili qualora proprio non decidiate di usarla nel fuori strada più impegnativo; altrimenti è proprio il caso, invece, di effettuare con calma una ricerca per scovare quelli con un disegno che si addica maggiormente alle linee della ‘G’ di quelli offerti dalla Mercedes, troppo stretti per la tanta gomma che devono vestire.
A me gli accessori specifici per l’off road come i tubi anteriori paraurti, lo snorkel, ecc. non piacciono in nessun caso però è indubbio che, su questa Mercedes, siano meno fuori posto che in quasi tutti gli altri casi; da evitare sempre, invece, l’assetto rialzato.
Internamente un arricchimento dei rivestimenti sulle prime versioni ci può stare anche se costa la perdita di originalità; sulle stesse vetture, se pensate di sostituire il volante da furgone, fatelo solo con quello delle versioni successive. Un bell’impianto stereo ben si armonizza con la silenziosità del mezzo e con la durata delle trasferte a bordo di esso: l’importante è che sia di marca tedesca.

COSA GUARDARE

Se il mezzo appare in buono stato generale e non reca evidenti segni di fuori strada professionale od agonistico, anche a livello accessoristico, tipo scivoli di protezione, assetti rialzati, roll bar, ecc potete, a nostro avviso, limitarvi ad un breve giro su strada verificando che non vi siano rumorosità anomale per procedere serenamente all’acquisto.
Certamente, particolare attenzione dovrà essere rivolta alla trasmissione, l’unica componente realmente complessa, di queste auto; verificate tutto: innesto bloccaggi dei differenziali, funzionamento con le marce ridotte ed assenza di giochi (‘clunk-clunk’ nel tiro-rilascio) nei giunti degli alberi di trasmissione, sapendo che i cuscinetti anteriori rumoreggiano facilmente in quanto sottodimensionati.
Il resto è a prova di bomba; qualche attenzione in più, magari, al povero tapino due litri che, con la sua limitata coppia motrice, potrebbe avere sofferto prima del tempo, insieme con la sua frizione (controllare che non strappi a caldo) a portarsi dietro cotanta massa; per gli altri fino ai quattrocentomila chilometri, problemi gravi non dovrebbero esserci. Salvo che non abbiate a che fare con una 350 Turbodiesel che soffre di cronica ed incurabile fragilità alla testata.
Percorrenza che, però, nell’esemplare ottimamente funzionante che state visionando potrebbe essere stata superata da molto: in questo caso i testimoni principe sono lo stato del tessuto del sedile di guida e del volante che, se consunti, sono indice di percorrenze superiori al mezzo milione di chilometri; considerate un segnale d’allarme, quindi, la loro avvenuta sostituzione.
Un altro sprone ad approfondire lo stato dell’intera trasmissione è la presenza del gancio traino perché, se è vero che sono veicoli adatti a questo scopo, è anche vero che le norme di omologazione hanno esagerato (quasi tutte le versioni sono legittimate a trainare rimorchi fino a circa 3.000 kg.) e qualche cliente si è adeguato non risparmiando ‘tirate’ del tutto sconsiderate.
Nel comparto carrozzeria un po’ di ruggine può affiorare sulle prime 460 ma vi è una sola posizione dove può dare luogo a problemi costosi da risolvere: nei supporti anteriori della scocca, quindi controllare bene sul ponte sollevatore.
Un ultimo suggerimento è quello di controllare il funzionamento del ventilatore di riscaldamento dell’abitacolo che è piuttosto cagionevole.

QUALE SCEGLIERE

Sei, sei e sempre sei: cercate le sei cilindri; tanto consumano tutte moltissimo (anche se vi è una differenza sensibile tra le prime 280 e le G 320 o G 300 diesel) e, almeno, queste riescono a non trovarsi ‘impiccate’ in nessuna occasione: autostrada, salita e traino compresi. Buona anche la 300 GD a cinque cilindri anche se il suo motore è un po’ meno eterno del 240 e poco più svelto: se volete risparmiare scegliete quest’ultimo. Con i motori piccoli diremmo che è quasi d’obbligo la versione a passo corto, che risulta anche più proporzionata; le telonate, in giro, non sono molte e non ci sentiamo di consigliarle: la tenuta all’acqua è perfetta, in caso di capote in buono stato, ma la silenziosità di marcia, una delle prerogative di queste lente automobili, viene compromessa. Come accennato, poi, se si parla delle ‘cabriolet’ occorre prima di tutto che la linea piaccia. A me non piace anche se ho poche occasioni di ricordarmelo poiché in Italia sono molto rare. In definitiva meglio, quindi, le SW; che, se a passo lungo, offrono spazi e possibilità di carico di grande soddisfazione ma che riteniamo sia il caso di scegliere solo con motori abbastanza prestanti: dal 300 GD a sei cilindri in su. Dei piccoli motori a benzina non sapremmo cosa dire se non che il 230 è un campione indiscusso di robustezza; aggiungiamo che non possono essere motivo di rinuncia all’acquisto ma solo in presenza di un esemplare veramente bellissimo; la stessa cosa si può dire di quei rari equipaggiati di cambio automatico: aumentare ancora i consumi e diminuire le prestazioni non è mai stata un’idea così cattiva come in questo caso.

QUANTO PAGARLE

Non è pensabile, a mio avviso, acquistare una ‘G’ ‘restaurabile’ a costi ragionevoli ed immediatamente usabile, anche se un po’ acciaccata, per meno di 6/7.000 Euro, indipendentemente dalla versione.
Se, invece, parliamo di esemplari ben tenuti, il discorso diventa molto più articolato ed il prezzo può andare dai 12-15.000 Euro di una 240 GD o 230 G fino ai 23-27.000 di una bellissima G300 oppure G350 full optional.
In questa forbice di prezzo ci pare si possa trovare quella di proprio gusto sulla quale imbastire una trattativa tenendo presente anche che, normalmente, l’allestimento più ricercato è lo SW corto e, a seguire, SW lungo, torpedo, cabriolet.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Mercedes Benz 240 GD W 460 (‘Lunga’) 7.645 esemplari

Motore
Tipo 616.936 Quattro cilindri in linea anteriore Alesaggio 90,9 mm Corsa 92,4 mm Cilindrata 2399 cc Rapporto di compressione 21:1 Potenza massima 72 CV a 4.400 giri/min Coppia massima 14 kgm a 2.400 giri/min Indice di elasticità 2,19 Distribuzione monoalbero a camme in testa Alimentazione ad iniezione indiretta con precamera, pompa in linea Lubrificazione forzata, carter umido Capacità carter olio 6,5 litri Raffreddamento ad acqua, circolazione forzata Impianto elettrico a 12 Volt Alternatore 55 A Batteria 88 Ah

Trasmissione
Trazione posteriore, integrale inseribile Frizione monodisco a secco Cambio manuale a quattro rapporti Rapporti del cambio I : 4,628:1; II : 2,462; III : 1,473:1; IV : 1:1; RM : 4,348:1 a richiesta cambio automatico a quattro rapporti Rapporti del cambio I : 4,007:1; II : 2,462:1; III : 1,463:1; IV : 1:1; RM : 5,495:1 Rapporto di riduzione normale 1:1, ridotto 2,14:1 Rapporto al ponte 5,286:1 Pneumatici 205/80 x 16 Cerchi in acciaio 5,5 x 16

Corpo vettura
Telaio a longheroni e traverse Carrozzeria torpedo e SW due porte (SW quattro porte) Sospensioni anteriori e posteriori a ponte rigido, bracci longitudinali oscillanti, molle elicoidali, barra stabilizzatrice anteriore, barra Panhard anteriore e posteriore Freni a disco anteriori, a tamburo posteriori Sterzo a circolazione di sfere, servosterzo Capacità serbatoio carburante 75 litri

Dimensioni e Peso
Passo 2.400 mm (2.850 mm) Carreggiata anteriore e posteriore 1.420 mm Lunghezza 3.940 mm (4.390 mm) Larghezza 1.700 mm Altezza 1.970 mm Altezza minima da terra 215 mm Peso a vuoto 1.850 kg torpedo, 1.900 (2.020) kg SW

Prestazioni (rilevate)
Velocità massima 117,1 km/h Consumo medio carburante 14,5 litri/100 km Accelerazione 0-100 km/h 37,9 sec Accelerazione 0-1.000 m 45,6 sec Ripresa 1.000 m da 30 km/h in IV 49,3 sec

Mercedes Benz 300 GD W 460 (‘Lunga’) 20.415 esemplari

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 240 GD tranne:

Motore
Tipo 617.931 Cinque cilindri Cilindrata 2.998 cc Potenza massima 80 CV a 4.000 giri/min Coppia massima 17,5 kgm Indice di elasticità 2,04

Dimensioni e Peso
Peso a vuoto 1.885, 1.935 (2.005) kg

Prestazioni (rilevate)
Velocità massima 128,8 km/h Consumo medio carburante 14 litri/100 km Accelerazione 0-100 km/h 24,9 sec Accelerazione 0-1000 m 42,3 sec Ripresa 1.000 m da 30 km/h in IV 45,1 sec

Mercedes Benz 300 GD e G 300 Diesel W463 (‘Lunga’) 4.163 esemplari

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 300 GD W460 tranne:

Motore
Tipo 603.931 Sei cilindri Alesaggio 87 mm Corsa 84 mm Cilindrata 2.996 Rapporto di compressione 22:1 Potenza massima 113 CV a 4.600 giri/min Coppia massima 19,5 kgm a 2.700 giri/min Indice di elasticità 1,89 Capacità carter olio 8,5 litri

Trasmissione
Cambio manuale a cinque velocità Rapporti del cambio I : 3,856:1; II : 2,183:1; III : 1,376:1; V : 0,799:1; RM : 4,21:1 a richiesta cambio automatico a quattro rapporti Rapporti del cambio I : 3,87:1; II : 2,25:1; III : 1,44:1; RM : 5,59:1 Rapporto al ponte con cambio automatico 4,11:1 Cerchi in acciaio 6 x 16

Corpo vettura
Capacità serbatoio carburante 96 litri

Dimensioni e Peso
Lunghezza 4.180 mm (4.630 mm) Peso a vuoto 2.035, 2.085 (2.155) kg

Prestazioni (dichiarate)
Velocità massima 137 km/h Consumo medio carburante 14 litri/100 km Accelerazione 0-100 km/h 21,7 sec

Mercedes Benz 350 GD Turbo e G 350 Turbodiesel W463 (‘Lunga’) 4.265 esemplari

Stesse caratteristiche delle Mercedes Benz 300 GD e G 300 Diesel W463 tranne:

Motore
Tipo 603.972 Alesaggio 89 mm Corsa 92,4 mm Cilindrata 3.447 Potenza massima 136 CV a 4.000 giri/min Coppia massima 31,3 kgm a 2.000 giri/min Indice di elasticità 2,57 Sovralimentazione tramite turbocompressore

Trasmissione
Cambio esclusivamente automatico a quattro velocità Pneumatici 205/75×16

Dimensioni e peso
Peso a vuoto 2.115, 2165 (2235) kg

Prestazioni (rilevate)
Velocità massima 144 km/h Consumo medio carburante 16,4 litri/100 km Accelerazione 0-100 km/h 20,3 sec Accelerazione 0-1.000 m 40 sec

Mercedes Benz 250 GD W460 (‘Lunga’) 2.051 esemplari

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 300 GD W460 tranne:

Motore
Tipo 602.930 Alesaggio 87 mm Corsa 84 mm Cilindrata 2.497 cc Rapporto di compressione 22:1 Potenza massima 84 CV a 4.600 giri/min Coppia massima 15,7 kgm a 2.700 giri/min Indice di elasticità 2,04 Capacità carter olio 7 litri

Trasmissione
Cambio manuale a cinque velocità Rapporti del cambio I : 3,856:1; II : 2,183:1; III : 1,376:1; V : 0,799:1; RM : 4,21:1 Cerchi in acciaio 6 x 16

Corpo vettura
Capacità serbatoio carburante 81 litri

Dimensioni e Peso
Peso a vuoto 1.830, 1880 (2.050) kg

Prestazioni (rilevate)
Velocità massima 121,5 km/h Accelerazione 0-100 km/h 30,6 sec Accelerazione 0-1000 m 44,2 sec Ripresa 1.000 m da 40 km/h in IV 44,2 sec

Mercedes Benz 250 GD W463 (‘Lunga’) 272 esemplari

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 250 GD W460 tranne:

Motore
Tipo 602.931 Potenza massima 94 CV a 4.600 giri/min Coppia massima 15,9 kgm a 2.600 giri/min Indice di elasticità 1,92

Dimensioni e peso
Lunghezza 4.180 (4.630) mm peso a vuoto 2.015, 2.065 (2.135) kg

Prestazioni (dichiarate)
Velocità massima 130 km/h Consumo medio carburante 13,1 litri/100 km

Mercedes Benz 230 G W460 (‘Lunga’) 4.138 esemplari

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 240 GD tranne:

Motore
Tipo 115.973, dal 1986 102.944 Alesaggio 93,75 mm dal 1986 95,5 mm Corsa 83,6 mm dal 1986 80,2 mm Cilindrata 2.307 cc dal 1986 2.299 cc Rapporto di compressione 9:1 Potenza massima 102 CV a 5.250 giri/min dal 1986 109 CV a 5.300 giri/min Coppia massima 17,5 kgm a 3.000 giri/min dal 1986 17,6 kgm a 2.000 giri/min Indice di elasticità 2,2 dal 1986 3,2 Alimentazione a carburatore Stromberg 175CD Capacità carter olio 5,5 litri dal 1986 6,5 litri Batteria 55 Ah

Dimensioni e Peso
Peso a vuoto 1.820, 1.870 (1.940) kg

Prestazioni (rilevate)
Velocità massima 130,6 km/h dal 1986 130,8 km/h Consumo medio carburante 17,6 litri/100 km dal 1986 16,5 litri/100 km Accelerazione 0-100 km/h 20,5 sec Accelerazione 0-1.000 m 40,3 sec Ripresa 1.000 m da 30 km/h in IV 45,4 sec dal 1986 43,7 sec

Mercedes Benz 230 GE W460 (‘Lunga’) 6.884

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 230 G post 1986 tranne:

Motore
Tipo 102.981 dal 1986 102.987 Potenza massima 125 CV a 5.000 giri/min Coppia massima 19,6 kgm a 4.000 giri/min Indice di elasticità 1,37 Alimentazione ad iniezione meccanica Bosch K-Jetronic dal 1986 iniezione meccanica a controllo elettronico Bosch KE-Jetronic Batteria 66 Ah

Prestazioni (dichiarate)
Velocità massima 143 km/h Consumo medio carburante 15 litri/100 km Pendenza massima superabile 80%

Mercedes Benz 230 GE e G 230 W463 (‘Lunga’) 516 esemplari

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 230 GE W460 post 1986 tranne:

Motore
Tipo 102.979 Capacità carter olio 6 litri

Trasmissione
Cambio manuale a cinque velocità Rapporti del cambio I : 3,856:1; II : 2,183:1; III : 1,376:1; V : 0,799:1; RM : 4,21:1

Dimensioni e peso
Lunghezza 4.180 mm Peso a vuoto 1.955, 2.005 (2.075) kg

Prestazioni (dichiarate)
Velocità massima 147 km/h Consumo medio carburante 16,2 litri/100 km

Mercedes Benz 200 GE W460 (‘Lunga’) 610 esemplari

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 230 GE W460 post 1986 tranne:

Motore
Tipo 102.965 Alesaggio 89 mm Corsa 80,25 mm Cilindrata 1997 cc Rapporto di compressione 9,1:1 Potenza massima 109 CV a 5.200 giri/min Coppia massima 15,9 kgm a 4.000 giri/min Indice di elasticità 1,38 Alimentazione ad iniezione meccanica Bosch KA-Jetronic

Trasmissione
Cambio manuale a cinque rapporti Rapporti del cambio I : 3,822:1; II : 2,199:1; III : 1,398:1; V : 0,813:1; RM : 3,71:1 Cerchi in acciaio 7×15 Pneumatici M+S 10R x15

Prestazioni (dichiarate)
Velocità massima 140 km/h Consumo medio carburante 15 litri/100 km Accelerazione 0-1.000 m. 44,6 sec

Mercedes Benz 200 GE e G 200 W463 (‘Lunga’) 393 esemplari

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 200 GE W460 tranne:

Dimensioni e peso
Lunghezza 4.180 (4.630) mm

Mercedes Benz 280 GE W460 (‘Lunga’) 9.945 esemplari

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 230 GE W460 tranne:

Motore
Tipo 110.994 Sei cilindri Alesaggio 86 mm Corsa 78,8 mm Cilindrata 2.756 cc Rapporto di compressione 8:1 Potenza massima 156 CV a 5250 giri/min Coppia massima 23 kgm a 4.250 giri/min Indice di elasticità 1,33 Distribuzione a doppio albero a camme in testa Capacità carter olio 6,5 litri

Trasmissione
Rapporti del cambio I : 4,043:1; III : 1,381:1; RM : 3,787:1

Dimensioni e Peso
Peso a vuoto 1.895, 1.945 (2.015)

Prestazioni (rilevate)
Velocità massima 155 km/h Consumo medio carburante 24,2 litri/100 km Accelerazione 0-100 km/h 20,2 sec Accelerazione 0-1.000 m 40,4 sec Ripresa 60-120 km/h in IV 28,2 sec

Mercedes Benz 300 GE e G 300 W463 (‘Lunga’) 4.938 esemplari

Stesse caratteristiche della Mercedes Benz 280 GE W460 tranne:

Motore
Tipo 103.987 Alesaggio 88,5 mm Corsa 80,25 Cilindrata 2.960 cc Rapporto di compressione 9,2:1 Potenza massima 174 CV a 5.500 giri/min Coppia massima 24,5 kgm 4.500 giri/min Indice di elasticità 1,32 Distribuzione monoalbero a camme in testa Capacità carter olio 6 litri Alternatore 80 A

Trasmissione
Cambio manuale a cinque velocità Rapporti del cambio I : 3,856:1; II : 2,183:1; III : 1,376:1; V : 0,799:1; RM : 4,21:1 a richiesta cambio automatico a quattro rapporti Rapporti del cambio I : 3,87:1; II : 2,25:1; III : 1,44:1; RM : 5,59:1 Rapporto al ponte con cambio automatico 4,38:1

Corpo vettura
Freni con ABS a richiesta Capacità serbatoio carburante 96 litri

Dimensioni e peso
Lunghezza 4.180 (4.630) mm Peso a vuoto 2.030, 2.080 (2.150) kg

Prestazioni (rilevate)
Velocità massima 167,6 km/h Consumo medio carburante 18,6 litri/100 km Accelerazione 0-100 km/h 11,3 sec Accelerazione 0-1.000 m 33,1 sec Ripresa 1.000 m. da 40 km/h in V 41 sec

Mercedes Benz G 320 (‘Lunga’) 3.781 esemplari

Stesse caratteristiche delle Mercedes Benz 300 GE e G 300 W463 tranne:

Motore
Tipo 104.996 Alesaggio 89,9 mm Corsa 84 mm Cilindrata 3.199 cc Rapporto di compressione 10:1 Potenza massima 211 CV a 5.500 giri/min Coppia massima 30,6 kgm a 3.750 giri/min Indice di elasticità 1,63 Distribuzione bialbero in testa, quattro valvole per cilindro Alimentazione ad iniezione elettronica HFM Capacità carter olio 7 litri

Trasmissione
Cerchi in acciaio 7,5×16 Pneumatici 265/70×16

Dimensioni e peso
Peso a vuoto 2.175, 2.225 (2.295) kg

Prestazioni (dichiarate)

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