130 Coupé

Vittorio Falzoni GalleraniAuto storicheLeave a Comment

130 coupè

Il prosimo 11 marzo andrà all’incanto, nell’ambito dell’asta Gooding & Company ad Amelia Island negli USA, un bellissimo esemplare di Fiat 130 Coupé; mi rendo conto che questa sarebbe una non notizia se non fosse che la stima del suo valore, fatta dagli esperti della notissima Casa d’Aste, è compresa in una forbice tra i 36.000,00 ed i 54.000,00 Euro. Chi l’avrebbe mai detto, eh!?

Ricordo bene che non molti anni fa questa auto era considerata pressoché invendibile e, chi se la ritrovava in garage normalmente ereditata o ritirata in permuta a costo vicino allo zero, rimpiangeva quasi il non poco spazio che essa occupava, normalmente ricoperta da spessi strati di polvere e masserizie varie; questo stato di cose era certamente un qualcosa di incomprensibile in quanto è risaputo che l’unico rilevante difetto di quest’auto è l’elevatissimo consumo: un aspetto che, con l’uso ridotto che normalmente si fa della propria auto d’epoca, perde gran parte della sua importanza e che non ha impedito lo strepitoso successo di altre poco morigerate bevitrici, quali per esempio le Porsche 911S, sul mercato amatoriale.

La 130, una volta dissetata, è poi in grado di regalare al suo proprietario tante soddisfazioni: la souplesse di un generoso V6, il comfort di un’ammiraglia, un abitacolo rifinito in maniera molto personale e totalmente appagante, un condizionatore d’aria valido anche con i parametri odierni, prestazioni brillanti ed infine una linea che ha pochi rivali nella storia dell’auto: un capolavoro di Paolo Martin che dimostra tutto il suo fascino ancora oggi dopo quarantacinque anni dal suo debutto.

L’esemplare che andrà all’asta è forse uno dei più belli in circolazione, questo bisogna dirlo: ha il rarissimo cambio manuale che contribuisce non poco al contenimento della sete della signora ed è in una combinazione di colori particolarmente felice: blu metallizzato fuori e pelle beige dentro; lo stato di conservazione è, ovviamente, impeccabile, tuttavia è stata per me una vera gioia vedere che, finalmente, questa magnifica automobile sta raggiungendo i riconoscimenti che merita anche in termini di valutazione.

L’auspicio è che qualcosa del genere accada anche per la sua cuginetta Lancia Gamma: un’altra Cenerentola cui, prima o poi, dovrà essere restituita la scarpina.

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